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Negli ultimi anni anche in Italia è esplosa la moda delle birre artigianali: molti piccoli birrifici hanno infatti aperto i battenti offrendo ai propri clienti una nuova gamma di gusti e aromi diversi. Sulla scia di queste continue sperimentazioni, in molti hanno deciso di alzare ancora di più l’asticella, scegliendo di produrre in casa la propria birra. Il procedimento, del resto, è meno complesso di quello che si potrebbe pensare, anche in virtù della disponibilità, in commercio, dei kit per la fermentazione della birra. Grazie a questi, infatti, è possibile eliminare i passaggi più delicati, come la macina e la cottura dell’orzo. Il lavoro del birraio amatore è stato dunque semplificato, ma questo non significa che produrre una buona birra tra le proprie mura domestiche sia diventato una vera e propria passeggiata. Prima di tutto, infatti, bisogna munirsi di tutto il necessario.

Per prima cosa, un aspirante birraio deve dotarsi di un pentolone capiente in cui effettuare la preparazione del mosto. Il secondo passo è costituito dal fermentatore, da venti o da trenta litri, disponibile anche in economici modelli di plastica. Altro dispositivo indispensabile è poi il gorgogliatore, da applicare al coperchio in cui si effettua la fermentazione. Per completare la strumentazione di base bisogna poi dotarsi di una termometro adesivo, indispensabile per rilevare la temperatura del mosto, di un densimetro, per verificare la densità della birra, e di un discreto numero di bottiglie, meglio ancora se riciclate. A questo scopo può essere sicuramente utile raccogliere durante l’anno tutte le bottiglie che passano per casa: i tappi, invece, dovranno essere acquistati separatamente. Ovviamente esistono ulteriori strumenti che possono essere acquistati in una seconda fase, per migliorare ulteriormente la qualità della propria birra casalinga: tra i birrai casalinghi provetti sono molto in voga per esempio i rifrattometri, dei dispositivi attraverso i quali è possibile misurare la gradazione zuccherina del mosto. Misurando l’angolo di rifrazione della luce nella birra, infatti, un rifrattometro consente di rilevare la concentrazione di qualsiasi sostanza disciolta nella bevanda.

Una volta raccolti tutti i gadget tipici del birraio casalingo, non resta che mettere alla prova le proprie abilità: i risultati non saranno certo fantastici ai primi tentativi, ma con pazienza e un po’ di studio, si riuscirà in breve tempo a realizzare delle birre gustose da bere in allegra compagnia, rigorosamente lontani dai bar.

Articolo scritto in collaborazione con Emme3