La frutta secca fa bene: ecco perché e quando consumarla

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Oggi parliamo di un ingrediente in particolare, o meglio di una categoria vera e propria: la frutta secca. Molte persone sostengono che faccia ingrassare, altre invece la consumano regolarmente per poter ottenere tutti i suoi benefici. Ma dove si nasconde la verità?

Andremo ad approfondire questo argomento di seguito, partendo da diverse ricerche effettuate proprio sulle proprietà di questa tipologia di frutta. La prima cosa da sapere, infatti, riguarda le sue componenti: parliamo di un prodotto che è fonte di proteine, di minerali (ferro, zinco e calcio) e soprattutto di acidi grassi essenziali. Esattamente come avviene anche con i semi oleaginosi, la frutta secca è ricca di vitamine del gruppo B ed E. Nel complesso ha quindi un effetto positivo sul nostro organismo, ecco perché è bene non dimenticarsi di consumarla regolarmente.

Quanta frutta secca si può mangiare?

Chiaramente bisogna seguire una dieta ben bilanciata, che prevede appena 30 – 90 grammi di frutta secca al giorno. Qualora invece vi sia il bisogno di puntare su un fabbisogno calorico più alto, è possibile aumentare la quantità. Ma attenzione, non bisogna con questo continuare a credere che la frutta secca sia un alimento che fa ingrassare. Questo perché non esiste di base un ingrediente che da solo faccia ingrassare nel vero senso della parola. E’ invece l’abbinamento dei cibi a poter causare un aumento.

Se noi raggiungiamo il nostro fabbisogno calorico quotidiano, e andiamo a introdurre calorie aggiuntive, allora sì che esponiamo il corpo a un aumento di peso. E’ vero che questo tipo di prodotto sia molto calorico, quindi si può consumare con il giusto controllo. Non dimentichiamo poi che è ricco di fibre, che ci permettono di sentire il senso di sazietà grazie al loro abbinamento con proteine e grassi. Consumare quindi un po’ di frutta secca tutti i giorni ci permette di non andare a introdurre più calorie del dovuto.

E i bambini possono consumarla?

In base a quanto è stato ripetutamente analizzato dagli esperti, questo alimento viene introdotto nella vita dei neonati dopo i 6 mesi. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che il loro consumo potrebbe ridurre il rischio di sviluppare allergie in tenera età. E’ chiaro però che non potrà essere proposta una noce intera a un neonato, ma bisognerà pensare di lavorarla per favorire il consumo. Magari con la preparazione di creme, o simil pappine morbide che non lo costringeranno a masticare e quindi a sforzarsi.

E’ chiaro che frutta secca potrà garantire anche ai più piccoli una parte importante di calorie giornaliere, ma anche calcio, ferro, proteine e zinco, che raramente si trovano con tanta facilità in altri alimenti. Ma visto che parliamo di bambini, che cosa possiamo dire sulle mamme e quindi sulle donne in gravidanza?

Non si è mai parlato di controindicazioni vere e proprie legate al consumo di frutta secca. Ovviamente sia durante la gravidanza che l’allattamento bisognerà sempre attenersi al limite massimo consentito, quindi dai 30 ai 90 grammi. Al contrario bisogna evitare invece la frutta secca salata, perché è il sale che dovrà essere limitato.

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