L’universo dei cesti di Natale tra pandori, vini e formaggi

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Il conto alla rovescia per l’inizio delle festività natalizie è ormai iniziato e gli italiani, come ogni anno, si interrogano su quelli che dovranno essere gli addobbi di casa e i regali da acquistare per rendere felici gli amici e i parenti più cari. L’aspetto legato alla decorazione delle stanze maggiormente trafficate della casa – in primis atrio e soggiorno, ma non solo – si lega alla perfetta creazione di quella atmosfera di relax e accoglienza che è senza dubbio essenza stessa del Natale. Le luci intermittenti, le tonalità calde dell’allestimento dell’albero e gli inconfondibili profumi che si sprigionano dalla cucina rappresentano ingredienti davvero centrali affinché tutto sia bello e perfetto.

Per quanto riguarda i regali, in genere essi vengono disposti in perfetto ordine sotto l’albero riccamente guarnito, appoggiati sul tappeto – di solito rosso – che circonda il copri-base. In un mare di pacchetti infiocchettati di ogni dimensione e tante decorazioni a tema ci sono sempre alcuni regali che anzi rappresentano in molti casi il ‘dono perfetto’. Stiamo parlando dei cestini natalizi, contenitori gourmet di sapori e tradizioni senza tempo. Vediamo che cosa c’è in genere all’interno, dopo una panoramica sulla loro storia.

Regali enogastronomici tra storia e tradizione

Scegliere di regalare un cestino natalizio rappresenta un gesto che si inserisce nel solco di una tradizione veramente millenaria. I primi cesti – intrecciati e robustissimi – hanno fatto la loro comparsa addirittura in epoca pagana, ai tempi degli Antichi Romani, quando cioè si festeggiavano i ‘Saturnalia’ in onore del Dio Saturno protettore dei raccolti. Con il tempo questa usanza si è mantenuta e sempre più affermata, fino ad evolversi – dopo un passaggio nel Dopoguerra quando il dono di cibo era considerato un gesto ‘sociale’ – in quella che abbiamo imparato a conoscere e pratichiamo al giorno d’oggi. Regalare alimenti, tra le altre cose, va anche a configurare un gesto che potremmo definire atavico: ci si prende cioè cura di un bisogno primario dell’altro, come quello di alimentarsi e stare in perfetta salute. Un altro buon motivo per regalare cesti di Natale ad amici a familiari.

Strenna aziendale e dono per le famiglie: ecco cosa c’è dentro

Oltre alle famiglie, bisogna ricordare comunque che anche le grandi aziende e le PMI scelgono spesso e volentieri di percorrere la strada del regalo utile e di stampo enogastronomico. Sia quando l’intento è premiare i propri dipendenti alla fine di un lungo anno di lavoro sia che si tratti di ringraziare e coltivare determinati clienti ritenuti più importanti. Un modo per rafforzare l’immagine dell’azienda e dunque massimizzare i futuri risultati di business. In fin dei conti, il cestino natalizio può fungere perfettamente anche da volano per il marketing. Facciamo ora un breve excursus su ciò che è generalmente contenuto all’interno di queste confezioni curatissime, prima di concludere con una riflessione sulle nostre abitudini d’acquisto.

Pandoro

Se c’è un simbolo del Natale che va sempre a braccetto con l’idea dell’albero e dei regali quello è senza dubbio il Pandoro. Il nome deriva dalla inconfondibile colorazione dorata (nell’impasto vengono utilizzate molte uova) di questo dolce, Re delle festività e presenza pressoché fissa nei cestini natalizi. Tra gli ingredienti bisogna indicare farina, uova, lievito, zucchero e burro. La ricetta originale – la cui preparazione è molto articolata e complessa – non prevede farciture interne, che dunque rappresentano delle gustose varianti, ma solo un’iconica spolverata di zucchero a velo.

Panettone

Alternativa golosa al pandoro, il panettone è l’altro must assoluto quando si tratta di scegliere la miglior cesta di Natale da regalare. Si tratta di un dolce tipico milanese, dalla inconfondibile forma a cilindro (e un profumo sopraffino). Gli ingredienti? A farina, lievito, tuorli d’uovo e burro si uniscono scorza d’arancio, canditi e uvetta. Nella composizione di un perfetto cestino natalizio si opterà una scelta di fondo, inserendo – solitamente – o il pandoro o il panettone.

Vini, spumanti e grappe

E’ chiaro che assieme al dolce verranno presentate all’interno della confezione regalo anche tutta una serie di bottiglie, sempre nel nome dell’alta qualità. In primis il riferimento è agli spumanti, generalmente di tipo secco o brut, ma anche a vini e grappe. Il motivo per cui è davvero una buona idea scegliere di regalare spumanti, vini e liquori in questo periodo dell’anno è strettamente legato all’essenza stessa del Natale. La convivialità infatti viene favorita da queste bevande, in grado di fortificare qualsiasi legame anche di lavoro.

Prosciutti e formaggi

Quando si tratta di regali l’originalità deve essere sempre messa al primo posto e i cestini natalizi in questo senso sono perfetti, poiché consentono un livello molto alto di personalizzazione. Questo periodo dell’anno, quando la buona tavola prende il sopravvento, è davvero ideale per andare alla scoperta di sapori insoliti. Alimenti particolari come prosciutto e formaggio, inseriti all’interno della confezione regalo, potranno narrare tipicità storiche e geografiche in maniera sopraffina. Offrendo uno spunto sia gustoso che diverso e di sicuro impatto anche estetico.

Come cambiano le nostre abitudini di acquisto

C’è una cosa che è davvero importante fare quando si tratta di organizzarsi al meglio per il Natale. Bisogna evitare di ridursi all’ultimo momento soprattutto per la scelta dei regali, il cui scambio e relativa apertura rappresentano il picco stesso della festa. Sarà il web ad agevolare le operazioni: le nostre abitudini di acquisto, sempre più digitali, ci consentono infatti di orientarci al meglio nel mare di offerte in rete.

Tra gli spunti più originali e interessanti ci sono le ceste Bennati, azienda pioniera proprio nel settore dell’ecommerce a tema natalizio (suo il primo shop digitale lanciato in Rete nel 1998). Bennati, oltre ad essere impegnata in maniera importante nell’ambito solidale – collabora infatti con la Fondazione Banco Alimentare – è anche decisamente orientata verso politiche di stampo green, in relazione a quelle che sono le varie fasi del processo produttivo. Quest’ultimo culmina nella progettazione e nella realizzazione di imballaggi e packaging rispettosi dell’ambiente, oltre che realizzati in modo da evitare gli sprechi. Si punta a ridurre l’impatto delle confezioni senza rinunciare alla cifra estetica e alla qualità del prodotto finale. Viene inoltre impiegato solo e unicamente cartone riciclabile, dotato di certificazione FSC.

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